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Lunedì 28 luglio al Palazzo Senatorio abbiamo seguito l’incontro di Valentina Calderone – Garante dei diritti delle persone private delle libertà personale di Roma Capitale – in cui è stata presentata la Relazione annuale. 

 

La drammatica situazione delle carceri romane viene fotografata dai numeri raccolti nella relazione. Una condizione di sovraffollamento insostenibile per Rebibbia e ancor di più per Regina Coeli: Calderone esordisce la presentazione ricordando che non è più possibile continuare a definire questo stato delle cose con il termine “emergenza”. L’evidenza del carattere strutturale delle problematiche che continuano a versarsi nelle quotidianità ristrette degli istituti di pena romani impone la ricerca e l’attuazione di nuove soluzioni.

 

Sono 4 gli Istituti presenti sul territorio di Roma Capitale:

  • Rebibbia
  • Regina Coeli 
  • Casal del Marmo – IPM
  • Ponte Galeria – CPR 

A questi si aggiungono anche gli istituti di Gjader in Albania, formalmente sotto il Comune di Roma e dunque, come ricorda la Garante, sotto supervisione sua e del Garante Regionale Stefano Anastasia. La casa circondariale di Gjader ha 24 posti e non è stata ancora utilizzata: “è una vera e propria succursale di Regina Coeli”. 

Il lavoro del 2024 della Garante e il suo staff è descritto nella relazione disponibile online al seguente link: Relazione annuale Garante Roma Capitale.

 

La figura: Garante dei diritti delle persone private della libertà personale

Questo ruolo viene istituito per la prima volta in Italia proprio a Roma con la delibera n.90 del 14 maggio 2003. Il primo a ricoprire questa figura è stato il Professor Luigi Manconi. Nello stesso anno viene istituita la figura del Garante regionale. 

«Il processo di nascita dei Garanti territoriali è stato un vero e proprio movimento dal basso e si inserisce in un contesto di soggetti che operano per la difesa civica, la tutela e la promozione dei diritti di chi si trovi in condizioni di svantaggio e di minore capacità di autonoma tutela e rappresentanza. Il processo per l’istituzione di figure di garanzia dei diritti delle persone private della libertà partito dalla città di Roma ha contribuito alla nascita, con il decreto legge n.146 del 23 dicembre 2013 convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, nominato per la prima volta nel 2016.»

Alcuni numeri: la piaga del sovraffollamento 

Nella Relazione annuale della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale sono elencati e descritti tutti gli istituti di pena del territorio romano scritti sopra.

 

Struttura Capienza ufficiale Detenuti / persone presenti Anno di riferimento / data
Casa circondariale Regina Coeli 566 posti 1 092 detenuti dati al 30 giugno 2025 
Istituti Rebibbia Nuovo Complesso 1 170 posti 1 571 detenuti dati al 30 giugno 2025 
Rebibbia femminile 265 posti circa 369 detenute al 30 giugno 2025 
Casal del Marmo (minorile) 63 posti 63 minori (tra 14–25 anni) dato riportato nella relazione 2024 
CPR di Ponte Galeria (settore maschile) 104 posti (ridotti da 120) 1 133 transitati nel 2024; solo 168 rimpatriati dati sull’anno 2024
CPR di Ponte Galeria (settore femminile) 5 posti circa 45 donne transitate nel 2023 capienza 5 posti è l’unica per donne in Italia 
Centro di trattenimento Gjadër (Albania) 880 posti (trattenimento), 144 posti (CPR), 24 posti (carcere) non indicati numeri effettivi presenti struttura prevista dal protocollo Italia‑Albania 2024 

 

Il sovraffollamento è una piaga delle carceri italiane e un problema che non si risolve costruendone di nuove. Quando un carcere è sovraffollato, oltre alle condizioni igieniche sempre più precarie e alle difficoltà acuite del vivere in spazi sempre più stretti, sono tutte le promesse costituzionali sulla pena non punitiva a venir meno. Con un carcere sovraffollato non può funzionare bene un’infermeria, non c’è abbastanza personale nell’area educativa, sono più complesse e resi quasi impossibili i tentativi di progettazione.