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Sulla cultura patriarcale e il ruolo delle donne nella società contemporanea, si esprime L, commentando il recente femminicidio di Giulia Tramontano, senza poter trattenere l’amaro.
Di fronte a questi episodi, ti si arrovella lo stomaco. È veramente possibile che alla scomparsa di una donna, si è già tutti e tutte consapevoli che “è stato lui”?
Alcuni sostengono che non esiste più ragione per portare avanti le cause del femminismo, perché ormai si sono ottenuti tutti i diritti. Come a dire “E basta, dai. Non vi accontentate mai voi donne!”. Come si può credere veramente questo?
LE PAROLE DI L

NON DIMENTICHIAMO GIULIA!

Non crea più stupore, solo un senso di ribrezzo e impotenza, la retorica dei media all’indomani della morte di Giulia Tramontano, una giovane donna incinta di 7 mesi uccisa dal suo fidanzato. Il concetto della donna-premio, promulgato sui media anche da certi personaggi di “spessore”, sottende ancora un retropensiero del quale noi “maschietti” non ci siamo ancora liberati e con il quale non abbiamo ancora fatto i conti.

Questa “sub-cultura” può, come nel caso di Giulia, generare dei mostri. Si fatica molto a considerare la differenza tra amore e possesso. Non lo si fa abbastanza. Anche in questo caso, non riguarda solo il nostro paese: si pensi a quello che succede alle donne iraniane. Mentre in alcuni paesi europei, dove le società sono più “laiche” e le cose vanno “meno peggio”. 

 

Ogni ora nel mondo 5 donne vengono uccise da un uomo. 

 

La nostra “Commissione d’inchiesta” sul femminicidio sembra essere colpita da afasia. Noi, nel nostro paese, subiamo un retaggio culturale, come scritto poc’anzi, che ci impedisce nel XXI secolo di tenere lezioni di educazione sessuale da un punto di vista scientifico nelle scuole. Il reddito delle donne è mediamente più basso rispetto a quello degli uomini e non possono affrancarsi. Si è spesso portati a credere che la “denatalità” nel nostro paese sia colpa delle donne perché lavorano troppo e non hanno tempo per i figli

 

Forse una certa contiguità con i settori più conservatori del Vaticano ha un peso condizionante il comune pensiero della nostra comunità. Alle donne è impedita ad esempio la celebrazione della messa

 

Si dirà che di qui alle “gesta folli” dell’assassinio di Giulia c’è una distanza abissale. La verità è che se non ci si libera di una certa cultura patriarcale che è una peculiarità secolare d’Italia, queste tragedie torneranno a ripetersi.

 

Non dobbiamo dimenticarci che tutti noi maschietti siamo stati “abitanti” per 9 mesi del corpo di una donna, siamo stati nutriti e cresciuti da lei. È ora di rimuovere certe idiozie che trasudano maschilismo becero. Basta con il pensiero “un uomo che ama molte donne è un play boy” ma se lo fa una donna, questa è una … Non è possibile questo!

Si può far sesso per “amore”, per “passione” o per “mestiere”, diceva De André. E questo devono poterlo fare anche le donne, senza essere oggetto di insulti o peggio.

 

Quanto è accaduto a Giulia non sarà purtroppo, con ogni probabilità, l’ultimo episodio di femminicidio. C’è da crederlo, nostro malgrado. Viene voglia di parafrasare la celebre espressione di un film di alcuni anni fa “Ghost”: l’amore che Giulia aveva dentro se stessa, le donne in ogni angolo delle strade di questa città lo porteranno con sé.

 

Ciao Giulia, 

M49