Cooperativa sociale che offre servizi di ascolto, orientamento, formazione, accoglienza rivolti a detenuti/e, ex detenuti/e e persone che vivono in condizione di disagio sociale.

Tag: patriarcato

POSTER: la campagna di AIDOS oltre gli stereotipi di genere

86 affissioni, 10 stazioni metro, mercati e università: dal 4 maggio Roma si colora di rosa e celeste per la campagna di AIDOS contro gli stereotipi di genere. Un intervento nello spazio pubblico per avviare un processo di decostruzione.

In primavera lo spazio urbano della capitale si riempie di manifesti “da maschio” e “da femmina”, portando il tema degli stereotipi di genere nei mercati, nelle università e nei luoghi della vita quotidiana, dove spesso agiscono in modo invisibile e risultano più difficili da riconoscere e contrastare.

Rosa e celeste sono tra i primi dispositivi attraverso cui la differenza di genere si manifesta. Sono stereotipi, come molti altri, con cui impariamo a leggere il mondo: due colori associati fin dalla nascita al sesso attribuito, che finiscono per influenzare ruoli, aspettative e possibilità.

È proprio da questi meccanismi apparentemente semplici che prende forma la campagna, parte del progetto POSTER – Pratiche oltre gli stereotipi di AIDOS – Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, realizzata in collaborazione con l’agenzia di comunicazione femminista Comunicattive.

I numeri nello spazio urbano

La campagna esce dai contesti specialistici e si inserisce nella quotidianità, occupando lo spazio urbano come luogo di visibilità e confronto.

A Roma, 86 impianti pubblicitari distribuiti in 10 stazioni della metropolitana si affiancano ad azioni di distribuzione diretta in mercati, metro e università, intercettando pubblici diversi. La città diventa così il luogo in cui rendere visibile ciò che spesso resta implicito e normalizzato.

Cosa nasconde il patriarcato

POSTER lavora sullo scarto tra uguaglianza formale e disuguaglianza sostanziale perché “un manifesto è un manifesto”: uguale per tutte le persone.

Non lo sono, invece, i salari tra uomini e donne. Non lo sono le aspettative che regolano i corpi, i margini riconosciuti all’ambizione, il peso attribuito alla cura, né il modo in cui vengono percepite vulnerabilità e libertà. Ad esempio, nello spazio pubblico, donne e persone LGBTQIA+ risultano più esposte a condizioni di insicurezza e vulnerabilità.

Il Festival

La campagna si concluderà il 24 maggio al Monk di Roma con un festival dedicato: una giornata aperta di incontri, laboratori e performance per mettere in discussione gli stereotipi e costruire nuove narrazioni collettive.
Un momento pubblico che restituisce alla città il percorso avviato e invita a riconoscere, nominare e trasformare gli stereotipi che attraversano la vita quotidiana.

Per scoprire la campagna POSTER – Oltre gli stereotipi: poster.aidos.it


Il progetto POSTER
Avviato nel 2023, POSTER – Pratiche oltre gli stereotipi è un progetto di AIDOS che ha coinvolto
direttamente oltre 2.000 persone: più di 800 studenti delle scuole superiori, oltre 800 delle università, 120
persone attive in ONG e nel terzo settore, 150 insegnanti, educatrici ed educatori, 355 figure professionali
del giornalismo e dei media. Il progetto ha visto inoltre la realizzazione di molte altre attività per il
superamento degli stereotipi a cura delle associazioni Centro Giornalismo Permanente (CGP), FactoryA,
Libellula, Lucha Y Siesta, Partecipare, PID, QuestaèRoma e SCOSSE.

AIDOS – Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo
Attiva dal 1981, AIDOS lavora per promuovere i diritti e la libertà di scelta di donne e ragazze, in Italia, in Europa e nel mondo.
Attraverso progetti, campagne e attività di advocacy, opera per generare consapevolezza e cambiamento sociale sui temi della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi, del contrasto alla violenza di genere e dell’empowerment economico.
Insieme ad attiviste, organizzazioni e istituzioni, si impegna per decostruire gli stereotipi di genere, mettendo al centro autodeterminazione, corpi e diritti di donne e persone LGBTQIA+.

QUI il Comunicato stampa in PDF
QUI i progetti delle associazioni di POSTER

CONTATTI STAMPA
Rosaria Vincelli
email: press.rosariavincelli@gmail.com
mobile: +39 320 2225991

Analizziamo la Violenza di Genere in Italia: con il principio di Pareto 80/20

MATTEO

La violenza di genere è un problema persistente in Italia e in tutto il mondo. Per esaminare questa questione complessa, possiamo applicare il principio di Pareto 80/20, noto anche come il principio di “vital few e trivial many“. I più assidui lettori del blog ricorderanno che questo principio suggerisce che circa l’80% degli effetti proviene dal 20% delle cause. 

 

Il 20% dei Casi di Violenza di Genere

Nel contesto della violenza sulle donne in Italia, il 20% dei casi rappresenta una grande parte del problema. Questi sono i casi più gravi, che spesso portano a gravi danni fisici e psicologici per le vittime. Questi casi richiedono una risposta urgente e coordinata da parte delle autorità e delle organizzazioni di supporto.

 

Le Cause Principali dell’80%

L’80% dei casi rimanenti di violenza di genere ha spesso cause radicate in dinamiche sociali, culturali ed economiche. Queste includono stereotipi di genere, disuguaglianza economica, mancanza di istruzione e consapevolezza, e altre sfide strutturali. Affrontare queste cause richiede un impegno a lungo termine per promuovere cambiamenti significativi nella società.

 

Concentrarsi sull’Educazione e la Sensibilizzazione 

Uno dei modi più efficaci per applicare il principio di Pareto è concentrarsi sull’educazione e sulla sensibilizzazione. Investire nella formazione delle giovani generazioni e nell’informazione delle comunità può contribuire a ridurre la violenza di genere. Promuovere l’uguaglianza di genere nelle scuole e nelle campagne di sensibilizzazione pubblica può avere un impatto significativo.

 

Supporto alle Vittime di violenza di genere

Per affrontare il 20% dei casi più gravi, è essenziale migliorare l’accesso delle vittime a servizi di supporto. Questi servizi dovrebbero essere facilmente accessibili, rispettare la privacy delle vittime e offrire assistenza legale, psicologica ed economica.

 

L’applicazione del principio di Pareto 80/20 alla violenza di genere in Italia ci offre una prospettiva interessante sulla questione. Concentrando gli sforzi sull’80% dei casi meno gravi e sulle cause principali, possiamo lavorare per creare un cambiamento significativo nella società italiana. Questo richiede una collaborazione tra istituzioni, organizzazioni non governative e la società civile per affrontare la violenza di genere in tutte le sue forme e promuovere un futuro più equo e sicuro per tutti.

Miliardari – La “democrazia distorta” secondo L

«Io non creo niente: io posseggo. E noi facciamo le regole: le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo. Tiriamo fuori conigli dal cilindro mentre gli altri, seduti, si domandano come accidenti abbiamo fatto. Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia: vero, Buddy? È il libero mercato, e tu ne fai parte: sì, hai quell’istinto del killer…» – dal film “Wall Street” (1987).

Per la rubrica “L ci parla di”, oggi il nostro ricercatore spossato riflette sulle parole del film “Wall Street” in correlazione ai recenti eventi del nostro paese che hanno coinvolto l’Anfiteatro Flavio e due degli uomini più ricchi al mondo. 
LE PAROLE DI L

Due miliardari “squali” che detengono un patrimonio di 350 miliardi stavano per trasformare il Colosseo in un ridicolo luogo di combattimento tra gladiatori attempati. Si chiamano Musk e Zuckerberg. Il “nostro” Ministro della Cultura con sprezzo del ridicolo, in cambio di una “mancetta milionaria” (per costoro qualche milione di euro sono pur sempre spiccioli) si era fatto promotore di questa “cafonata miliardaria” salvo poi ricredersi. 

Un teatrino simile promosso poi dai nostri sedicenti “patrioti” suona come uno sberleffo nei confronti di chi patriota lo è per davvero. Patriottismo è ben altro, un uomo per tutti. (Pertini)

 

Suvvia, basta ca**ate, si facciano pagare le tasse a questi due imprenditori stile cafonal. Solo così si difende la dignità del nostro paese. Meglio preferire la parola “paese” e non “nazione”, posto che proprio coloro che stavano per allestire nella nostra città un ring a beneficio di questi due miliardari con un ego ipertrofico con degenerazioni narcisistiche suscitano l’entusiasmo e l’adulazione perversa di certi governanti. 

 

A questa sub-cultura in grado di sedurre la “piccola borghesia” più restia da sempre ai cambiamenti sociali Michela Murgia, con il suo radicalismo linguistico, aveva contrapposto un nuovo “umanesimo digitale”, più esattamente una “letteratura digitale” non a caso invisa all’accozzaglia di quei  “leoni da tastiera o killer digitali” da sempre sostenitori del peggior sovranismo patriarcale. Vogliamo ostinarci a credere che la democrazia sia un valore preminente. E tanti saluti ai discendenti di Gordon Gekko, Wall Street, Micheal Douglas e alla loro distorta lettura del digitale.

La rete deve poter estendere l’eguaglianza, i diritti dei popoli. Non deve … “rinco*****ire” la gente.

 

Colgo l’occasione per dirti, Michela: ci mancherai!

M49